Il suino grigio

Il miglioramento genetico per ottimizzare una razza di animali è
un’impresa difficile; sviluppare una nuova selezione di animali partendo da un ceppo originario è un’impresa straordinaria.
Il cammino per giungere al suino grigio è stato lungo e complesso.
Siamo partiti nel lontano 2003 dal suino nero casertano, animale ormai in via di estinzione perché, pur essendo un maiale dalle caratteristiche organolettiche meravigliose, la sua produzione si è dimostrata assolutamente antieconomica per difficoltà legate all’allevamento
e alla resa in carne.
Utilizzando in maniera opportuna selezioni mirate e gestendo
l’inbreeding con soggetti fenotipicamente ed epigeneticamente lontani, si sono raggiunti i risultati odierni.
Oggi possiamo affermare con assoluta certezza di aver fissato in
questo nuovo animale tutte le caratteristiche morfologico-funzionali
ed economiche da noi ricercate.
Nasce così il Péllgrìsa, una nuova stella della zootecnia italiana, allevato nel territorio piacentino. L’ animale si presenta di taglia maggiore rispetto al suo antenato. La pelle è di color grigio, finissima,
liscia e completamente priva di setole. Sotto le guance sono ancora
presenti i caratteristici bargigli a sottolineare le sue antiche origini.
La struttura ossea è leggera e la qualità dell’osso è molto sottile.
La massa muscolare è notevolmente aumentata in tutte le parti del
corpo, specialmente nella coscia. É stata ricercata soprattutto una
maggiore finezza nella tessitura delle carni ed un grasso diverso, con
maggiori possibilità di infiltrarsi nel muscolo.

La selezione in questi anni ha seguito anche un altro obiettivo: la capacità di crescita. Il nuovo animale ha quindi un metabolismo più
rapido ed un indice di conversione in carne più alto, con rese superiori al primordiale maiale nero.
È un soggetto nuovo, proiettato verso le sfide future di eccellenza, frutto di un grandissimo lavoro, portato avanti negli anni con
tenacia e lungimiranza. Il fine è quello di raggiungere un grande
obiettivo: un’ eccellente qualità di carne per produrre un prosciutto
in grado di migliorarsi progressivamente durante i dieci anni di stagionatura.